La legislazione italiana è ferma al 1996. La prima legge fatta sul tema risale al 1950, legge 28/1/1950 n. 1055, la quale fu corretta e integrata dalla legge 26/10/1971 n.1099 "Tutela sanitaria delle attività sportive" e dal D.M. 5/7/1975 "Disciplina dell'accesso alle singole attività sportive". Nel 1982 uscì la legge ancora vigente, il D.M.18/2/1982 con norme integrative del D.M.28/2/1983, "Norme per la tutela della attività sportiva agonistica e non agonistica. Nel 1996 il Ministero della Sanità, per uniformare il comportamento delle Regioni, ha emanato la circolare 18/03/1996 n. 5004, "Linee guida per un'organizzazione omogenea della certificazione di idoneità alla attività sportiva agonistica”. Nel parlare di certificati medici in ambito sportivo la legge ancora fa distinzione tra attività fisica non agonistica e agonistica. La visita medica per attività sportive non agonistiche viene effettuata di norma dal medico di base, il quale deve rilasciare semplicemente il relativo certificato di "stato di buona salute" in seguito ad una visita da lui effettuata; il certificato di idoneità alla pratica agonistica è, invece, specifico per lo sport praticato e rilasciato dal medico sportivo. Mentre il ragazzo che pratica sport a livello agonistico è sottoposto costantemente a visite mediche specialistiche, il ragazzo che pratica la “semplice” attività sportiva è lasciato al solo buon senso delle famiglie e questo è un aspetto che la Certificazione vuole cambiare. Si deve creare una medicina “patrizia per tutti”, che miri alla prevenzione di molte importanti patologie che possono presentarsi in età adulta e ad eliminare dal mondo dello sport quelle inspiegabili morti improvvise.
Il protocollo prevede
Fascicolo sanitario telematico on line, medical card e passaporto del giovane atleta
Gli esiti dello screening iniziale vengono raccolti e conservati all’interno di un fascicolo sanitario individuale computerizzato, che da quel momento, racconta e accompagna la storia del giovane sportivo. Ogni fascicolo sanitario si complementa con una personale medical card che viene a rappresentare la nascita del passaporto biologico dell’atleta di cui, da tempo se ne ha memoria. Tutti i dati del fascicolo sanitario sono accessibili attraverso un codice individuale e personalizzato che, in ogni istante, consente alla struttura sanitaria proposta alla vigilanza di poter accedere ed operare in aggiornamento del fascicolo medico individuale.
Grazie all’intervento della Casa di Cura “Villa Stuart”, tutto questo protocollo ha visto la luce, al costo di euro 50,00 a carico delle famiglie degli atleti. Con l’aggiunta di un piccolo contributo, è possibile inoltre stipulare una polizza assicurativa individuale, che tutela l’atleta in caso di infortuni subiti durante la pratica sportiva.