INTRODUZIONE
Da sempre, fin dai tempi più antichi, lo sport riveste un’importanza fondamentale.
Ogni società lo ha infatti considerato un momento significativo della propria crescita, considerandolo un vero e proprio paradigma evolutivo.
Nel bagaglio di tradizioni che ogni popolo reca impresso, esso svolge un ruolo quasi fondante.
Che sia fenomeno ludico, ricreativo o agonistico, lo sport rappresenta di fatto uno degli anelli che compongono la catena del DNA di un popolo.
Poggiando su valori imprescindibili, quali la lealtà, il rispetto del proprio io e degli altri, lo spirito di sacrificio, il senso di appartenenza ad un gruppo e l’ambizione di superare i propri limiti attraverso una sana disciplina ed un allenamento costante, lo sport riassume implicitamente il codice etico di qualsiasi gruppo sociale.
IL PROGETTO TERZO TEMPO
La Formazione
La Fondazione “Lo Sport per la Vita” Onlus, fermamente intenzionata ad offrire il suo contributo alla crescita del mondo dello sport, come peraltro ha già ribadito ai rappresentanti delle istituzioni, della stampa e dello sport stesso in occasione della sua presentazione ufficiale lo scorso 14 dicembre 2009 nella sala “Giulio Marinozzi” presso l’Università Foro Italico di Roma, ha predisposto un dettagliato programma di iniziative, volte a sensibilizzare l’ambiente sportivo calcistico dilettantistico.
Tale programma &aerave; composto da incontri su temi specifici, quegli stessi temi che, del resto, costituiscono il cuore pulsante della Fondazione: la salute degli atleti, la sicurezza negli impianti sportivi e l’etica nello sport.
Questi incontri si sono svolti nei mesi di febbraio, marzo ed aprile 2010.
Il Torneo
Essendo il calcio il progetto-pilota della Fondazione, è stato organizzato un torneo dedicato alla categoria “Giovanissimi” classe 1995, ossia alla prima fascia d’età “agonistica”, che ha visto il suo avvio il 25 Maggio 2010.
Le Squadre Partecipanti
A tale torneo hanno aderito 20 tra le società calcistiche più blasonate di Roma:
• ASD ATLETICO 2000
• ASD AXA
• SSD CERTOSA
• ASDPOL CINECITTÀ BETTINI
• POL. DELLE VITTORIE SRL
• SSD FUTBOLCLUB SRL
• US LADISPOLI SRL
• GSD NUOVA TOR TRE TESTE
• ASD OTTAVIA
• ASD PRO CALCIO
• GS PRO ROMA CALCIO SRL
• POL. REAL TOR SAPIENZA
• ASD REAL TUSCOLANO
• ASD ROMA SEI
• ASD SETTEBAGNI CALCIO SALARIO
• SGS SPES ARTIGLIO GSD
• ASD TOR DE CENCI
• USD TOR DI QUINTO
• ASD TOR SAPIENZA
• AS URBETEVERE CALCIO
Gli Impianti
La manifestazione si è svolta su cinque tra gli impianti più prestigiosi della provincia di Roma, ossia:
• “CERTOSA” (sintetico) – via di Centocelle 146
• “SACERDOTI” (sintetico) – piazza Ennio Flaiano 21
• “TESTA” (sintetico) – via del Baiardo 25
• “PRO ROMA” (sintetico) – via Verrio Flacco 41
• “ANGELUCCI” (sintetico) – via Salaria 1403
Le formazioni partecipanti sono state suddivise in quattro gironi da cinque squadre cadauno.
Al termine della prima fase, le migliori due di ogni raggruppamento hanno preso parte ai Quarti di Finale, consistuiti da una partita secca che ha generato le semifinaliste e poi, con il medesimo meccanismo, le due finaliste, a contendersi il trofeo.
La squadra vincitrice del torneo è stata la SGS Spes Artglio GSD.
Obiettivi del Progetto
Al di là dell’aspetto prettamente sportivo, la vera finalità del torneo è stata però quella di trasferire il progetto dalla componente ideale a quella pratica.
Per raggiungere questo obiettivo, a partire dalla fine del mese di Gennaio si sono svolti una serie di incontri con i vertici dei suddetti club al fine di chiarire in maniera ancora più approfondita le finalità di una manifestazione che va oltre la mera competizione, ma che punta a realizzare un vero e proprio momento aggregativo lungo tutta la durata del torneo, coinvolgendo dall’inizio alla fine dirigenti, atleti e genitori.
I componenti delle squadre sono entrati così a far parte di un percorso di monitoraggio realizzato attraverso una serie di visite da parte della Fondazione “Lo Sport per la Vita” presso le singole sedi societarie.
Durante queste visite è stato applicato il protocollo medico stilato dal professor Mario Brozzi, che prevede l’utilizzo dell’Ecocardiocolordoppler e sono svolte analisi specifiche dello stato di salute come:
• un approfondito esame posturale, attraverso BTS.
• Uno specifico studio delle masse corporee (Elettroimpedenziometria antropometrica) per mezzo della BIA.
Inoltre, in collaborazione con l’ADI (Associazione Dietetica e Nutrizione Clinica Italiana) è stato distribuito un diario alimentare per verificare le abitudini a tavola e riscontrare le eventuali carenze od eccessi sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo degli atleti.
Successivamente sono stati suggeriti i consigli alimentari corretti per una sana alimentazione.
Durante tale percorso, i membri della Fondazione hanno incontrato gli allenatori ed i genitori dei ragazzi coinvolti nell’iniziativa per guidarli alla scoperta dei tre capisaldi che ne compongono il progetto, ovverosia la salute degli atleti, l’etica sportiva e la messa in sicurezza degli impianti di gioco.
Contestualmente si è vigilato sulla sicurezza degli impianti di gioco appartenenti alle società aderenti, al fine di verificarne lo stato delle strutture, anche alla luce delle normative vigenti.
Dopo aver svolto le visite, lo staff della Fondazione è tornata a far visita alle varie società per consegnare il responso degli accertamenti medici.
Prima dell’inizio ufficiale del I^ Torneo “Lo Sport per la Vita” si è svolta una conferenza stampa in cui sono intervenuti non solo i club partecipanti, ma anche ospiti di grande rilievo istituzionale.
Il Terzo Tempo
Al termine dell’appuntamento prettamente agonistico, la Fondazione “Lo Sport per la Vita” ha realizzato una serata che è stata un momento di gioiosa partecipazione, nominata “Terzo Tempo”, prendendo spunto dal rugby, ossia da una disciplina che poggia non soltanto sull’agonismo fine a se stesso, ma anche su momenti di comune partecipazione al termine dell’evento sportivo.
Questo spettacolo è stato l’atto riassuntivo del torneo: non la solita premiazione delle squadre vincitrici, ma un evento che coinvolga tutti i partecipanti in una giornata che rappresenti una festa, proprio come lo sport dovrebbe essere sempre.
Tutto questo per far sì che lo sport diventi un veicolo capace di aggregare anche al di fuori del campo di gioco.